Il Tamburello Open è la forma più tradizionale, spettacolare e diffusa dello sport del tamburello, una disciplina storica italiana che combina potenza, tecnica e tattica. Si gioca all’aperto, su campi ampi, e mette in scena colpi lunghi, velocità e scambi spettacolari che lo rendono uno degli sport più affascinanti del panorama italiano. Uno sport di squadra, adatto a tutte le età, e con una pallina che può toccare i 250 km/h! Provare per credere

Origini del gioco

Abbiamo prove dell’esistenza di giochi con uso della palla già dai Greci e i Romani ma bisogna aspettare il Rinascimento per avere della documentazione ufficiale che regolamenta alcuni sport, simili al nostro tamburello, come il “bracciale”, la “pallacorda” o la “paletta”. In comune questi sport avevano il costoso strumento utilizzato per giocare ed è qua che troviamo il colpo di genio delle persone che non potevano permetterselo: sostituire questi aggeggi con dei tamburelli formati da un telaio in legno e da pelli animali (facili da reperire e inutili per altri scopi).

Il tamburello si diffuse così tanto da diventare uno sport agonistico nella seconda metà del diciannovesimo secolo attestandosi come sport con origini molto antiche ma con una vera storia giovane di meno di duecento anni. Addirittura, solo nel 1890 il tamburello è stato riconosciuto come sport dalla Federazione Ginnastica d’Italia (siamo circa 20 anni dopo l’Unificazione) e verrà creata la FIPT (inizialmente Federazione Italiana Pallone e Tamburello) trentasei anni dopo, nel 1926.

Il governo fascista decise però di sciogliere la Federazione perché “non contribuente al miglioramento etico della razza” e venne restaurata solo alla fine della guerra nel 1946; facendo sì che la Federazione come la conosciamo oggi abbia in verità quasi ottant’anni. Uno sport molto recente.

L’Open è oggi la sua versione più popolare, soprattutto in Veneto, Lombardia, Trentino, Piemonte ed Emilia, dove esistono realtà storiche e squadre che hanno fatto la storia di questo sport. Si nota negli ultimi anni un interesse sempre maggiore rivolto al tamburello del centro e del sud Italia oltre a quello della regione insulare da parte della Federazione. Il nome “Open” indica proprio il fatto che si gioca all’aperto, in un campo rettangolare di terra rossa delimitato da linee sui 4 lati.

Il campo

Il campo di Tamburello Open è un rettangolo di: 80 metri di lunghezza e 20 metri di larghezza (misure variabili in base alla categoria che ci gioca).

Le righe presenti sono le seguenti: la centrale che separa le due metà campo, a due metri e mezzo da quest’ultima (sia da un lato che dall’altro) troviamo due linee che formano una zona di 5 metri nella quale i giocatori non possono entrare per prendere la palla la volo; ci sono poi le due linee di fondocampo e, 5 metri più avanti troviamo la riga di battuta che delimita il punto massimo fino a dove il battitore può avanzare per battere.

Non esistono reti: la palla viaggia solo in aria, oppure può rimbalzare a terra prima di essere colpita

La squadra

Ogni squadra è composta da 5 giocatori: due fondocampisti che svolgono le funzioni di “rimettitore” e “battitore”; un mezzovolo o cavalletto e due terzini.

I ruoli verranno meglio spiegati in un prossimo articolo

Il punteggio

Come nel tennis il match si sviluppa su due “set” da sei “giochi” ciascuno. Per segnare un gioco bisogna fare quelli che si chiamano “quindici” nell’ordine: 15, 30, 40, gioco (non esistono i vantaggi quindi il gioco è dato al primo che ci arriva, anche dopo un 40-40). Il primo che arriva a 6 giochi segna un set ed il primo a concludere con due set vince la partita. Se il punteggio dovesse essere un set a un set per le due squadre (uno pari) allora si procede al “tie break“, un miniset di 8 punti diretti senza passare dal classico conteggio 15, 30, ecc… ma contando i punti con la normale numerazione esempio: 1, 2, 3, … , 8 e partita conclusa. Infine, nel caso di una battuta mal riuscita c’è la possibilità, come nel tennis, di procedere ad una “seconda“: un ulteriore tentativo di battere.

Questo sistema di conteggio dei “giochi” è cambiato recentemente: fino a qualche hanno fa vinceva la partita il primo che arrivava a 13 giochi e ancora oggi alcuni tornei minori o alcuni allenamenti si svolgono con questa modalità.

I mesi di settembre, ottobre e novembre sono stati protagonisti di un torneo sperimentale proposto dalla Federazione mantovana, su richiesta delle squadre, per provare una nuova struttura del campo (con la riduzione di quest’ultimo), un nuovo tipo di palline (che non hanno ricevuto feedback positivi) e una modifica al sistema di conteggio con l’aggiunta di un “mini tie break” nel caso di raggiungimento di 5 giochi a 5 in un set. Questa modifica serve a non facilitare troppo chi possiede la battuta nel gioco decisivo facendo cambiare ogni azione la squadra che batte il primo colpo.